A 31 anni, 6 mesi e 14 giorni scopro un particolare inquietante.
Io ho tanti amici.
Gli amici veri sono un po' meno, ma sono sempre tanti.
I super amici/quasi parenti sono pochi. Di questi, solo pochissimi sono maschi.
Di questi ultimi, scopro oggi che due compiono gli anni lo stesso giorno, con solo un anno di differenza: 9 luglio '75 e '76.
Uno dei due è TheMachine.
L'altro non ha un blog, ma vi assicuro che i suoi Paccheri con i calamari sono fotonici.
Visualizzazione post con etichetta banalità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta banalità. Mostra tutti i post
7.04.2008
5.14.2008
Sarò breve
Scusate l'assenza, ho avuto molto da bere.
Mi sono perso la Fiera del libro di Torino.
In realtà, non ci sono mai andato.
Ecco sì, lo confesso. Odio quel tipo di posti, di accrocchi, di incontri super letterari pieni di scrittori con la S maiuscola (e spesso anche qualche altra lettera). Mi sembra che da un momento all'altro possano esplodere di supponenza.
Comunque, quest'anno avevo degli ottimi motivi per andarci, vista la presenza di Adriano Barone, Paolo Melissi, del raduno degli Anobiani, ma soprattutto del grande Guido Catalano.
Da quanto raccontano sia Melpunk che Spenk vi si è divertiti non poco, soprattutto al raduno degli Anobis.
Io ero troppo impegnato a Verona per le Piazze dei Sapori, dove ho gozzovigliato con Cace, Mut, Beppe, Miky e diverse altre vecchie conoscenze universitarie. Ricordo con tenerezza gli arrosticini con il Pecorino (che è un vino) e il cannolo siciliano con lo Zibibbo.
E poi siamo finiti al Re Carlo, dove si serve la famosa Sciafa (un litro di birra e sprite con un bicchiere di Porto dentro), e lì ho avuto la storica telefonata in veronese con Melpunk.
Che bei momenti...
Mi sono perso la Fiera del libro di Torino.
In realtà, non ci sono mai andato.
Ecco sì, lo confesso. Odio quel tipo di posti, di accrocchi, di incontri super letterari pieni di scrittori con la S maiuscola (e spesso anche qualche altra lettera). Mi sembra che da un momento all'altro possano esplodere di supponenza.
Comunque, quest'anno avevo degli ottimi motivi per andarci, vista la presenza di Adriano Barone, Paolo Melissi, del raduno degli Anobiani, ma soprattutto del grande Guido Catalano.
Da quanto raccontano sia Melpunk che Spenk vi si è divertiti non poco, soprattutto al raduno degli Anobis.
Io ero troppo impegnato a Verona per le Piazze dei Sapori, dove ho gozzovigliato con Cace, Mut, Beppe, Miky e diverse altre vecchie conoscenze universitarie. Ricordo con tenerezza gli arrosticini con il Pecorino (che è un vino) e il cannolo siciliano con lo Zibibbo.
E poi siamo finiti al Re Carlo, dove si serve la famosa Sciafa (un litro di birra e sprite con un bicchiere di Porto dentro), e lì ho avuto la storica telefonata in veronese con Melpunk.
Che bei momenti...
Il problema del bagno
Devo riuscire a risolvere un problema logistico-creativo non da poco.
Il problema del bagno.
Cioè, appena entro in bagno, io mi trasformo nello scrittore più prolifico del mondo, che Asimov mi fa un baffo. Scrivo romanzi memorabili io, nel cesso.
L'ideale è davanti allo specchio, lavandomi i denti o strizzandomi i punti neri.
Sotto la doccia sono più da poesia, invece.
Così mi capita di correre fuori dal bagno come un forsennato, tentando di trasferire subito su carta le parole perfette appena pensate, ma la vena si scioglie subito e scorre via.
Allora ho riempito il bagno di taccuini e registratori vocali. Ho anche allestito una postazione notebook completa di mouse e stampante sopra la lavatrice.
Ho guardato con orgoglio questa mia creazione. Mi sono seduto davanti alla tv, aspettando ansioso il primo impulso fisiologico utile per entrare nella mia nuova reggia creativa. Ho bevuto due litri d'acqua in dieci minuti, finché non mi è scappata. Eccola, ho pensato, adesso vado e inizio il libro della mia vita. Entro, espleto, mano pronta sulla tastiera del portatile (sempre acceso). Niente. Vuoto assoluto.
Provo a farmi una doccia: niente.
Mi bevo due caffè, scendo dal tabaccaio a comprare le sigarette (non fumo). Torno in casa e ne fumo due di fila. Finalmente arriva lo stimolo, corro in bagno, mi siedo sulla tazza. Lo sgabello con penna stilografica e taccuino è lì a portata di mano.
Niente.
Mi sento dentro un paradosso matematico, dentro una di quelle trappole mentali da film di genere d'altri tempi. Vago per la casa, come se stessi cercando campo per il cellulare, sperando di trovare un punto in cui le idee ricomincino a scorrere nella mia testa. Niente.
Ho sete, apro il frigo e prendo un tè freddo. Ed ecco!
Idee a raffica, una dietro l'altra.
Un uomo scava una fossa in giardino per seppellire il cadavere di sua moglie e trova un baule pieno di strani manoscritti.
Una donna scappa dalla clinica psichiatrica dove è ricoverata, finisce a lavorare in un bordello e il suo protettore si innamora di lei.
Un uomo disperato entra in banca con un taglierino con l'intenzione di fare una rapina. Appena entra arriva un commando armato fino ai denti a rapinare la banca. Nasce una sparatoria con la guardia giurata della banca; tutti i presenti rimangono uccisi, tranne il nostro uomo. I sopravvissuti del commando scappano. L'uomo viene ingiustamente incriminato per la rapina e gli omicidi e finisce in carcere.
In carcere si appassiona allo sport, si tiene in forma. Esce dopo 9 anni, riconosciuto innocente dopo la cattura e la confessione del commando durante un'altra rapina. Parte per un giro del mondo a piedi. Un giorno, a Goa, salva una ragazza che si voleva suicidare buttandosi da un ponte.
Chiudo il frigo e tutto sparisce. Sono fottuto.
Ora ho il problema del frigo.
Il problema del bagno.
Cioè, appena entro in bagno, io mi trasformo nello scrittore più prolifico del mondo, che Asimov mi fa un baffo. Scrivo romanzi memorabili io, nel cesso.
L'ideale è davanti allo specchio, lavandomi i denti o strizzandomi i punti neri.
Sotto la doccia sono più da poesia, invece.
Così mi capita di correre fuori dal bagno come un forsennato, tentando di trasferire subito su carta le parole perfette appena pensate, ma la vena si scioglie subito e scorre via.
Allora ho riempito il bagno di taccuini e registratori vocali. Ho anche allestito una postazione notebook completa di mouse e stampante sopra la lavatrice.
Ho guardato con orgoglio questa mia creazione. Mi sono seduto davanti alla tv, aspettando ansioso il primo impulso fisiologico utile per entrare nella mia nuova reggia creativa. Ho bevuto due litri d'acqua in dieci minuti, finché non mi è scappata. Eccola, ho pensato, adesso vado e inizio il libro della mia vita. Entro, espleto, mano pronta sulla tastiera del portatile (sempre acceso). Niente. Vuoto assoluto.
Provo a farmi una doccia: niente.
Mi bevo due caffè, scendo dal tabaccaio a comprare le sigarette (non fumo). Torno in casa e ne fumo due di fila. Finalmente arriva lo stimolo, corro in bagno, mi siedo sulla tazza. Lo sgabello con penna stilografica e taccuino è lì a portata di mano.
Niente.
Mi sento dentro un paradosso matematico, dentro una di quelle trappole mentali da film di genere d'altri tempi. Vago per la casa, come se stessi cercando campo per il cellulare, sperando di trovare un punto in cui le idee ricomincino a scorrere nella mia testa. Niente.
Ho sete, apro il frigo e prendo un tè freddo. Ed ecco!
Idee a raffica, una dietro l'altra.
Un uomo scava una fossa in giardino per seppellire il cadavere di sua moglie e trova un baule pieno di strani manoscritti.
Una donna scappa dalla clinica psichiatrica dove è ricoverata, finisce a lavorare in un bordello e il suo protettore si innamora di lei.
Un uomo disperato entra in banca con un taglierino con l'intenzione di fare una rapina. Appena entra arriva un commando armato fino ai denti a rapinare la banca. Nasce una sparatoria con la guardia giurata della banca; tutti i presenti rimangono uccisi, tranne il nostro uomo. I sopravvissuti del commando scappano. L'uomo viene ingiustamente incriminato per la rapina e gli omicidi e finisce in carcere.
In carcere si appassiona allo sport, si tiene in forma. Esce dopo 9 anni, riconosciuto innocente dopo la cattura e la confessione del commando durante un'altra rapina. Parte per un giro del mondo a piedi. Un giorno, a Goa, salva una ragazza che si voleva suicidare buttandosi da un ponte.
Chiudo il frigo e tutto sparisce. Sono fottuto.
Ora ho il problema del frigo.
5.01.2008
Libra, memento audere semper

Questo l'oroscopo della settimana per le Bilance su Internazionale.it.
Grazie Dalila per la segnalazione.
Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
"Cerco compagno per missione divina", diceva un annuncio che ho trovato su internet. "Attraverseremo gli Stati Uniti in una Cadillac Seville del 1979 color giallo banana, con la foto di Lionel Richie appesa allo specchietto e la mia autobiografia (un manoscritto di mille pagine) nel baule. La missione è trovare il mio padre biologico, che ha un ranch in Messico. Faremo pipì nelle piscine, ruberemo nei supermercati e indosseremo grandi occhiali da sole. A chi mi accompagna darò mille dollari". Mostrandoti questo annuncio, Bilancia, non ti voglio suggerire di accettare l'offerta. Ma spero di invogliarti a tenere d'occhio le proposte come questa: se aiuterai delle persone interessanti a portare a termine ricerche difficili e ispirate, sarai ricompensato.
4.30.2008
Lo zen e la mozzarella di bufala
Ce l'avevo quasi fatta. Erano mesi che non ne toccavo una, stavo uscendo dal tunnel.
Passavo davanti ai banchi frigo dei supermercati, un breve fremito, poi via a riempire il carrello di yogurt e ricotte, ma bufala no, non più. Fino alla settimana scorsa.
Un discorso pescato a caso, in una chiassosa serata fra amici, quando si ascolta quel che la gente dice, un po' qui e un po' là. Come uno stiletto lanciato attraverso la stanza, proprio verso di me.
Ma voi l'avete mai provata la mozzarella di bufala col limone?
Ho cercato di far finta di niente, di non pensarci, di dedicarmi intensamente al lavoro, alla scrittura, al sudoku...
Fino a oggi.
Era lì, bella fresca, casertana. Un bel limone siciliano di quelli grossi, le ho comprato.
Poi ho fatto come consigliava quel tipo: poche gocce, senza olio né altro.
L'acidità del limone annulla quella del siero della mozzarella. Una vera goduria!
Così aveva detto.
Apro la confezione, rovescio il siero nel lavabo, taglio la mozzarella a fette.
Il culo me lo mangio subito, così, schietto.
Poi taglio il limone a metà e spremo qualche goccia sulle fette di mozzarella ben stese nel piatto.
Non so se avrò il coraggio di scrivere, dopo averla assaggiata.
Potrebbe essere la fine, o un nuovo inizio.
Sento che il mio essere sta per diventare qualcosa di profondamente nuovo.
Infilzo una fetta con la forchetta, la metto in bocca.
Gnam.
Il tempo è rapido come il fulmine; un istante, e non c'è più.
Dogen
Passavo davanti ai banchi frigo dei supermercati, un breve fremito, poi via a riempire il carrello di yogurt e ricotte, ma bufala no, non più. Fino alla settimana scorsa.
Un discorso pescato a caso, in una chiassosa serata fra amici, quando si ascolta quel che la gente dice, un po' qui e un po' là. Come uno stiletto lanciato attraverso la stanza, proprio verso di me.
Ma voi l'avete mai provata la mozzarella di bufala col limone?
Ho cercato di far finta di niente, di non pensarci, di dedicarmi intensamente al lavoro, alla scrittura, al sudoku...
Fino a oggi.
Era lì, bella fresca, casertana. Un bel limone siciliano di quelli grossi, le ho comprato.
Poi ho fatto come consigliava quel tipo: poche gocce, senza olio né altro.
L'acidità del limone annulla quella del siero della mozzarella. Una vera goduria!
Così aveva detto.
Apro la confezione, rovescio il siero nel lavabo, taglio la mozzarella a fette.
Il culo me lo mangio subito, così, schietto.
Poi taglio il limone a metà e spremo qualche goccia sulle fette di mozzarella ben stese nel piatto.
Non so se avrò il coraggio di scrivere, dopo averla assaggiata.
Potrebbe essere la fine, o un nuovo inizio.
Sento che il mio essere sta per diventare qualcosa di profondamente nuovo.
Infilzo una fetta con la forchetta, la metto in bocca.
Gnam.
Il tempo è rapido come il fulmine; un istante, e non c'è più.
Dogen
4.24.2008
Lo scalone della droga e la libreria dei serial killer
C'è uno scalone dietro casa mia, Scalone XXVI Ottobre.
Dopo due mesi che abito qui, stamattina sono andato fino in cima.
Interessante.
Ma non ho ancora capito cosa sia successo d'interessante il 26 ottobre...
Ho spulciato nella storia di Verona, ma nulla.
Dicono che in cima a quello scalone, di sera, si venda la droga...
L'altro ieri siamo andati, io, Cace e Mut, allo Stube di S. Vito di Negrar. Il mitico Adriano, dopo 17 anni di gloriosa gestione, ha deciso di mollare il locale.
Tradotto: ci siamo ammazzati di birra e pera Williams.
Ieri stavo andando in una libreria del centro. Mi ha fermato una ragazzina, mi ha trascinato dentro a Mondolibri (libreria Euroclub) e mi ha sommerso di parole su questo e su quel libro bellissimo, imperdibile, da leggere assolutamente: Deaver, Cussler, Mosby, King, Koontz e altri 180 libri appena usciti che "ricordano molto
le atmosfere di Saw-L'emigmista"...
L'ho interrotta solo dopo qualche minuto, mi faceva tenerezza, in fondo ci sapeva fare (e poi ho appena visto Tutta la vita davanti, non so se mi spiego...), ma le ho dovuto dire: "Guarda, mi stai simpatica, io leggo molto, ma dei libri che sono in questa libreria non me ne interessa nemmeno uno".
Cazzo, non si è mica arresa. Mi ha portato nella sezione Saggi e Cultura, facendomi strada come se mi stesse mostrando una sala segreta del Vaticano.
Lì è ripartita con la sua logorroica macchinetta recensoria, descrivendomi ogni pezzo della mercanzia con dovizia di particolari. Assolutamente da ricordare la sua segnalazione de I Simpson e la filosofia, che mi ha spiegato "è però un po' difficile da leggere, cioè bisogna un po' sapere di filosofia, non so, tipo tu li conosci Aristotele, Platone, Kant? Com'è che si dice poi, kant o kent?".
Sono riuscito a cavarmela solo quando siamo arrivati all'ultimo di Saramago, dicendole che l'ho già letto in lingua originale...
Lì mi ha guardato come fossi io un serial killer, poi, finalmente, mi ha lasciato andare.
Dopo due mesi che abito qui, stamattina sono andato fino in cima.
Interessante.
Ma non ho ancora capito cosa sia successo d'interessante il 26 ottobre...
Ho spulciato nella storia di Verona, ma nulla.
Dicono che in cima a quello scalone, di sera, si venda la droga...
L'altro ieri siamo andati, io, Cace e Mut, allo Stube di S. Vito di Negrar. Il mitico Adriano, dopo 17 anni di gloriosa gestione, ha deciso di mollare il locale.
Tradotto: ci siamo ammazzati di birra e pera Williams.
Ieri stavo andando in una libreria del centro. Mi ha fermato una ragazzina, mi ha trascinato dentro a Mondolibri (libreria Euroclub) e mi ha sommerso di parole su questo e su quel libro bellissimo, imperdibile, da leggere assolutamente: Deaver, Cussler, Mosby, King, Koontz e altri 180 libri appena usciti che "ricordano molto
le atmosfere di Saw-L'emigmista"...
L'ho interrotta solo dopo qualche minuto, mi faceva tenerezza, in fondo ci sapeva fare (e poi ho appena visto Tutta la vita davanti, non so se mi spiego...), ma le ho dovuto dire: "Guarda, mi stai simpatica, io leggo molto, ma dei libri che sono in questa libreria non me ne interessa nemmeno uno".
Cazzo, non si è mica arresa. Mi ha portato nella sezione Saggi e Cultura, facendomi strada come se mi stesse mostrando una sala segreta del Vaticano.
Lì è ripartita con la sua logorroica macchinetta recensoria, descrivendomi ogni pezzo della mercanzia con dovizia di particolari. Assolutamente da ricordare la sua segnalazione de I Simpson e la filosofia, che mi ha spiegato "è però un po' difficile da leggere, cioè bisogna un po' sapere di filosofia, non so, tipo tu li conosci Aristotele, Platone, Kant? Com'è che si dice poi, kant o kent?".
Sono riuscito a cavarmela solo quando siamo arrivati all'ultimo di Saramago, dicendole che l'ho già letto in lingua originale...
Lì mi ha guardato come fossi io un serial killer, poi, finalmente, mi ha lasciato andare.
4.21.2008
100
Il centesimo post.
Un'ottima occasione per rimpolpare la categoria delle banalità.
Per riflettere su quello che stiamo facendo, sulla nostra posizione nel mondo.
Avercene di occasioni così, di momenti mistici così.
Quella suspense da lista della spesa, avete presente?
Cos'è che devo comprare ancora?
Un'ottima occasione per rimpolpare la categoria delle banalità.
Per riflettere su quello che stiamo facendo, sulla nostra posizione nel mondo.
Avercene di occasioni così, di momenti mistici così.
Quella suspense da lista della spesa, avete presente?
Cos'è che devo comprare ancora?
1.18.2008
Così almeno posso dire che le ho provate tutte...
Da mesi ormai non riesco più a scrivere una riga.
Avete presente il blocco, no?
Anzi, i blocchi, quello dove vorresti scrivere e quello che non ti fa scrivere.
E tutti mi dicono "fatti il blog, fatti il blog".
OK, ho fatto il blog (che già come parola assomiglia a blocco e un po' mi preoccupa...).
Intanto ci butto dentro un po' di roba, poi vediamo che succede.
Bloggo o son desto?
Avete presente il blocco, no?
Anzi, i blocchi, quello dove vorresti scrivere e quello che non ti fa scrivere.
E tutti mi dicono "fatti il blog, fatti il blog".
OK, ho fatto il blog (che già come parola assomiglia a blocco e un po' mi preoccupa...).
Intanto ci butto dentro un po' di roba, poi vediamo che succede.
Bloggo o son desto?
Iscriviti a:
Post (Atom)