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2.09.2010

ESPOSTA IS BURNING!

A sorpresa, dopo la festa di chiusura, Esposta ritorna!

Da quando ne abbiamo annunciato la chiusura, nuova inattesa linfa ha rinvigorito il progetto di Esposta. Come preannunciato, a fine gennaio abbiamo chiuso. Ma il 16 febbraio torneremo già in pista, con un’Esposta nuova e ricca di energie fresche, con lo stile e l’attitudine di sempre.
Esposta diventa Esposta 2.0: Art, Music, Soulfood.
Arte, musica e tutto ciò che è cibo per l’anima sono sempre stati alla base delle nostre proposte, ma lo saranno ancor di più, grazie a un orario di apertura allargato e a una combinazione di “vecchi successi” e nuove iniziative. Tornano l’Aperitivo Filosofico il mercoledì, la Session Losca il venerdì, continuano le nostre mostre, ma diamo anche più spazio ai concerti, con due giorni alla settimana dedicati alla musica: il giovedì sera e la domenica alle 19, con gli aperitivi musicali di Esposta 2.0.
Per ringraziare tutti coloro che ci hanno supportato nel momento nel bisogno e che hanno reso possibile questa rinascita, l’inaugurazione di Esposta 2.0 avverrà con un’intera settimana di festa.
Ecco il programma completo:


ESPOSTA IS BURNING!


martedì 16 febbraio ore 21:30 (martedì grasso)
FESTA DI CARNEVALE MESSICANA
(cioè che si viene vestiti da messicani, ma non è obbligatorio )
Danze lascive con dj fog surfers crew (r'n'r. garage, soul, ska, etc...), contest di catch messicano, premio alla maschera più brutta, e altre minchiate carnevalesche. Giusto per farvi vedere di cosa siamo capaci!!!


mercoledì 17 febbraio ore 18:00
Aperitivo Filosofico


giovedì 18 febbraio ore 21:30
INAUGURAZIONE UFFICIALE DI ESPOSTA 2.0
con O’Ciucciariello live!!!

Dove ci sono feste e dove c’è il vino gli O’Ciucciariello ci mettono sempre il becco!
Speremo che il vin non finisca prima del concerto...
http://www.myspace.com/ociucciariello



venerdì 19 febbraio ore 21:30
I Camillas live!!!
Dalla riviera romagnola, Cochi e Renato dell'underground. Una band di culto!
http://www.myspace.com/icamillas



sabato 20 febbraio ore 21:30
Guido Catalano solo Reading
A grande richiesta , "quello del malalido che faceva mega ridere"
(Andrea Signorini ). Il poeta vivente più bravo (e bello) d’Europa!
http://www.guidocatalano.it/



domenica 21 febbraio ore 19:00
Appino from the Zen Circus live!!!
Inaguriamo la domenica dei concerti-aperitivo di ESPOSTA 2.0 con la voce-chitarra-penna di una delle band più incendiarie e irriverenti del panorama italiota, in concerto solo. Ocio che ci sarà pure da magnare!
http://www.myspace.com/thezencircus



Ma non finisce qui!
Presto il programma completo di febbraio e marzo, ricco di concerti ed eventi.

Associazione Culturale ESPOSTA
Via Interrato dell'Acqua Morta 13b VERONA
per informazioni: www.esposta.net;.. info@esposta.net;
www.myspace.com/esposta
cell: 3484511542 ; 045/596868 (attivo solo negli orari di apertura)
ORARIO: mercoledì dalle 18:00 alle 24:00; da giovedì a domenica 18:00-02:00
lunedì e martedì chiuso

2.08.2010

Verona sunday morning

dom 7 febbraio 2010
7 am

1.28.2010

Rock Action for Dreamers @ Esposta

Prossimi appuntamenti da Esposta:

venerdì 29 gennaio ore 23:00
michelebombatomica (folk blues)
the creature from the black lagoon (lisergicismi)

sabato 30 gennaio ore 21:30
Zorbiter (noise)
De Nada (folk)
Solar Plex (drones)

Ci sarà inoltre un'esposizione di pedali e noise generators artigiani di
GreyDressedBoy e di borse handmade di Nove.

Fino al 30 gennaio è sempre possibile visitare la mostra Shodo - L'arte della calligrafia giapponese (vedi post precedente).

Esposta è aperta giovedì dalle 16:00 alle 21:30, venerdì e sabato dalle 16:00 alle 24:00.
Negli orari di apertura è sempre possibile visitare la mostra in corso, consultare testi e cataloghi della libreria, usufruire della connessione internet wi-fi, e rilassarsi nello spazio bar/sala da thè con possibilità di spuntini durante la settimana e cena su prenotazione il Venerdì sera.

Associazione Culturale ESPOSTA
Via Interrato dell'Acqua Morta 13b VERONA
per informazioni: www.esposta.net; info@esposta.net
www.myspace.com/esposta
cell: 348.4511542 ; 045/596868 (attivo solo negli orari di apertura)

1.20.2010

Associazione Culturale Esposta - arte, musica, libri

Sono entrato nella crew che gestisce Esposta, circolo culturale sito in Via Interrato dell'Acqua Morta 13 a Verona.
Tenete d'occhio il mio blog e quello di Esposta per info sull'inaugurazione del nuovo corso (verso metà febbraio) e sui nuovi mirabolanti eventi.

12.11.2008

Domani in Civica: AMOR - Verona

Veronablog segnala questo interessante appuntamento con la presentazione di AMOR - Verona, la caccia al tesoro targata WHAI WHAI dedicata a Verona, che segue quelle già proposte a Roma, Firenze e Venezia. AMOR - Verona è la storia di Eros, dio alato, e dei suoi strumenti di lavoro andati perduti; la storia di una città messa al centro di tante altre storie d’amore.
Appuntamento domani venerdì 12 dicembre alle 12:30, presso la Biblioteca Civica di Verona, per questa originale e interessante iniziativa.

5.07.2008

Non è un episodio

Su Veronablog il post del giorno è quello di Dietnam, che cita a sua volta un servizio del principale quotidiano veronese.
Per quanto mi riguarda, ho apprezzato molto il commento di Vittorino Andreoli
a TG3 Primo Piano dell'altro ieri (è ancora online su RaiClick, per chi volesse vederlo).
Appena avrò distillato il mio pensiero in parole lucide proverò a postarlo,
perché mi trovo in netto disaccordo con la maggior parte delle posizioni che sono state prese, sia da parte dell'informazione sia da parte della maggioranza dei miei concittadini.

Da L’ARENA di oggi:

LA TESTIMONIANZA
Il ricordo di un giovane aggredito in pieno centro solo per aver chiesto di passare.
Gli aggressori sono dello stesso gruppo dei cinque arrestati
Calci, pugni e la testa rotta a bottigliate
«La cosa che mi fa più male è vederli ancora in giro, con quelle facce strafottenti e gli occhi pieni di odio»

«Da un anno sono in cura da uno psicologo, soffro di insonnia e alla sera non esco più e, se proprio devo, rientro prima delle dieci perché molti di quelli sono ancora in giro, e non sono più tranquillo, le stesse facce strafottenti e gli occhi pieni di odio, sempre pronti a menar le mani e incuranti delle conseguenze». «Quelli» sono i giovani tra i 18 e i 25 anni che una sera di una anno fa, in pieno centro, a due passi da piazza Erbe, lo hanno massacrato di botte per aver chiesto a uno del gruppetto di passare. Amici dei cinque ragazzi finiti in cella per aver ucciso di botte Nicola Tommasoli. Lui, che dice di non vivere più sereno, che ha paura per i suoi familiari, che chiede di rimanere anonimo, sulla testa è pieno di cicatrici: bottigliate e bicchieri che gli hanno spaccato sul capo in un raid durato pochissimo, ma di una violenza inaudita e che lo ha mandato all’ospedale a farsi suturare le ferite. «Erano tutti in mezzo alla strada, saranno stati una decina, ho chiesto permesso, ma gentilmente, si sono limitati a guardarmi, si sono fatti da parte e poi, tutto di un colpo, mi hanno aggredito alle spalle. Mi hanno rotto una bottiglia in testa. E poi un’altra e un’altra ancora, ero ricoperto di sangue, ho cercato di difendermi ma erano in troppi e calciavano e tiravano pugni da tutte le parti. Per fortuna non sono caduto a terra, altrimenti era la fine, magari finivo come Nicola, il ragazzo che hanno ucciso». «La cosa che mi fa più male», continua, «è che nonostante siano stati individuati, denunciati e nonostante ci sia un’inchiesta in corso, molte di quelle facce le vedo ancora in giro, questi non hanno paura di niente e quando mi vedono mi guardano pure in segno di sfida». «In città li conoscono, e anche alla polizia, sono un gruppetto di una ventina di persone, si muovono in branco da un bar all’altro in cerca di risse. Vestono con polo e bomber, portano i capelli corti e hanno molti tatuaggi». A Verona, quindi, è emergenza criminalità. Ma gli stranieri non c’entrano, si tratta piuttosto di «quelli», giovani veronesi annoiati che si identificano nell’estrema destra perché fa figo essere violenti e che scorrazzano per la nostra bella «bomboniera» assetati di sangue. Il sindaco Flavio Tosi, che a dicembre ha marciato alla manifestazione del Veneto Fronte Skinheads ha commentato più volte l’aggressione di Nicola Tommasoli ribadendo, tra l’altro, che si è trattato «di un episodio isolato». Non è vero: ripercorrendo le cronache degli ultimi mesi, contando le denunce fioccate in Questura per aggressione, ascoltando gli agenti della Digos, sfogliando i giornali, emerge un quadro piuttosto definito e inquietante: i pestaggi in città nell’ultimo anno e mezzo si sono ripetuti con una cadenza allarmante. Sono a decine, da piazza Viviani a via Mazzini, da Veronetta a piazza Erbe, da Volto San Luca a Corso Cavour. Ragazzi inseguiti, malmenati, feriti e in alcuni casi accoltellati. La morte aspettava dietro l’angolo. Un’emergenza messa in evidenza dal nostro giornale il 26 marzo scorso quando pubblicammo l’allarme lanciato dagli 007 del Viminale sull’estremismo politico in città: «Riproposte tesi razziste», scrivevano gli agenti dell’intelligence che fa capo al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, «Gruppi dell’ultradestra hanno intensificato le iniziative di impronta xenofoba». Marchio pesante, clima incandescente. E non per i phone center o i negozi di kebab ma per il rischio che un giovane uscito per bersi una birra possa finire all’ospedale. «E chi si sente al sicuro perché si illude che questa gente se la possa prendere solo con i "diversi"», conclude il ragazzo pestato un anno fa, «sbaglia: io non ho niente che mi possa fare identificare come uno di sinistra, o come uno straniero, e quasi mi ammazzano di botte. C’è da avere paura, ma sul serio».

Intanto, sono arrivati anche i risultati dell'esame autoptico.

5.06.2008

The latest Verona Google Map



Fa riflettere questa vignetta di Gianfalco.

5.04.2008

Veneto Verona Violenza

Sono molto scosso dalle notizie provenienti dalla mia città.
Constato, con assoluta tristezza, che non è cambiato nulla, rispetto a 15 anni fa.
Avrete seguito tutti la vicenda del giovane veronese pestato selvaggiamente e ora in fin di vita, da parte di un gruppo di giovanissimi veronesi, simpatizzanti di estrema destra.
Ieri la notizia che un ultrà neofascista dell'Hellas Verona si è costituito alle forze dell'ordine per il pestaggio di Nicola Tommasoli. Catturati oggi altri due ragazzi del gruppo, entrambi di Illasi, paesino dell'est veronese confinante con Colognola ai Colli, il mio paese originario.
La zone è tristemente nota alle cronache anche per la vicenda di Pietro Maso (Montecchia di Crosara è poco lontano).

Gli aggressori del ragazzo veronese in fin di vita si sono tutti dichiarati appartenenti al Veneto Fronte Skinheads. In proposito, vi invito caldamente a visitare il sito del VFS e a leggere i due ultimi, deliranti, comunicati. Già che ci siete, procuratevi anche il documentario di Claudio Lazzaro Nazirock, che apre uno squarcio molto interessante su Forza Nuova e altri movimenti giovanili di estrema destra in Italia.

Ma la cosa che mi fa più tristezza è che questa storia l'ho già vista, anzi, l'ho vissuta. Nel 1994, tornando a casa dopo una sera fuori con amici, mi hanno fermato tre ragazzi, chiaramente skin e ultrà del Verona, e mi hanno chiesto una sigaretta.
Non l'avevo. Uno di loro ha tirato fuori dai jeans una catena.
Ho sempre avuto la parola più veloce delle mani e delle gambe.
Sono in classe con G.T.
Mi sono uscite queste parole. Era vero.
I tre sono rimasti un po' dubbiosi, poi hanno iniziato a farmi domande.
Sapevo dove abitava, li ho convinti. Mi hanno lasciato in pace, per paura di "ripercussioni" da parte di uno più "duro" di loro.
Avevo diciotto anni e mi sembrava tutto piuttosto normale, perché questo era lo spirito con cui un giovane viveva a Verona negli anni '90.
Evidentemente, è così anche oggi.
Mi piacerebbe essere capace di un'analisi più distaccata, più specifica, ma sono solo pieno di tristezza e di rabbia per come la mia città viene infangata da episodi come questi.

4.24.2008

Lo scalone della droga e la libreria dei serial killer

C'è uno scalone dietro casa mia, Scalone XXVI Ottobre.
Dopo due mesi che abito qui, stamattina sono andato fino in cima.
Interessante.
Ma non ho ancora capito cosa sia successo d'interessante il 26 ottobre...
Ho spulciato nella storia di Verona, ma nulla.
Dicono che in cima a quello scalone, di sera, si venda la droga...

L'altro ieri siamo andati, io, Cace e Mut, allo Stube di S. Vito di Negrar. Il mitico Adriano, dopo 17 anni di gloriosa gestione, ha deciso di mollare il locale.
Tradotto: ci siamo ammazzati di birra e pera Williams.

Ieri stavo andando in una libreria del centro. Mi ha fermato una ragazzina, mi ha trascinato dentro a Mondolibri (libreria Euroclub) e mi ha sommerso di parole su questo e su quel libro bellissimo, imperdibile, da leggere assolutamente: Deaver, Cussler, Mosby, King, Koontz e altri 180 libri appena usciti che "ricordano molto
le atmosfere di Saw-L'emigmista"...
L'ho interrotta solo dopo qualche minuto, mi faceva tenerezza, in fondo ci sapeva fare (e poi ho appena visto Tutta la vita davanti, non so se mi spiego...), ma le ho dovuto dire: "Guarda, mi stai simpatica, io leggo molto, ma dei libri che sono in questa libreria non me ne interessa nemmeno uno".
Cazzo, non si è mica arresa. Mi ha portato nella sezione Saggi e Cultura, facendomi strada come se mi stesse mostrando una sala segreta del Vaticano.
Lì è ripartita con la sua logorroica macchinetta recensoria, descrivendomi ogni pezzo della mercanzia con dovizia di particolari. Assolutamente da ricordare la sua segnalazione de I Simpson e la filosofia, che mi ha spiegato "è però un po' difficile da leggere, cioè bisogna un po' sapere di filosofia, non so, tipo tu li conosci Aristotele, Platone, Kant? Com'è che si dice poi, kant o kent?".
Sono riuscito a cavarmela solo quando siamo arrivati all'ultimo di Saramago, dicendole che l'ho già letto in lingua originale...
Lì mi ha guardato come fossi io un serial killer, poi, finalmente, mi ha lasciato andare.

4.20.2008

Un tranquillo weekend con Biggley

Il buon vecchio Biggley, alias Arketek
è venuto a trovarmi questo weekend.
La macchina del tempo dei ricordi ha fatto presto a catapultarci in quel limbo senza tempo e senza regole che sono le piccole epiche personali che legano due persone, anche dopo molti anni.
Venerdì: tour delle osterie del centro di Verona, fra cui le mitiche Vecia Fontanina, La Carega e Ai Preti. Nella prima il mio amico è stato scambiato per un famoso regista e obbligato a bere un bicchiere di grappa (che per un irlandese è una vera eresia). Nella seconda c'era una ressa pazzesca, fuori pioveva, eravamo con Michela e Anna, la conversazione filava, eppure... quella strana sensazione di straniamento con la mia città che mi coglie in certi luoghi, in certi momenti.
Ai Preti è una miniera di affetti per me. Lì sono entrato nei Mothercare, lì ho detenuto per anni il record di Kalashnikov bevuti (un simpatico shottino a base di vodka, limone e Stroh), lì ho imparato a bere guardando la gente in faccia. E Claudio, che non mi vedeva da anni, mi ha accolto come un figlio; mi sono sentito subito a casa.
Nel frattempo, verso le tre di notte mia sorella ha deciso che era ora di uscire, così abbiamo anche fatto in tempo a fare un giro al Barbarossa, per pasta delle cinque di mattina con rissa annessa, anche se Biggley l'irlandese, non particolarmente impressionato, l'ha definita "una scaramuccia fra gay".
Insomma, a letto alle sette di mattina come previsto, ma meno ubriachi del previsto...

Sabato: missione Venezia. Rientro a Verona con il primo treno disponibile in mattinata.
Biggley ha abitato a Venezia per quasi un anno; abbiamo lavorato entrambi in un Irish Pub del centro. Poi ha deciso di trasferirsi a Barcellona e mi ha chiesto di aiutarlo a fare il trasloco. Tre giorni di macello a Barcellona come pochi altri nella mia vita. Lui finisce in appartamento con una super checca isterica e dopo solo 24 ore decide di fuggire e di tornarsene a Galway. Si carica addosso tutta la sua roba e se ne va nella notte. Peccato avesse lasciato molta della sua roba in un locker della stazione, tra cui una splendida chitarra. Il locker vuole 55 euro in moneta per restituirgli il tutto, ma l'aereo parte dopo nemmeno un'ora, e Biggley lascia tutto lì, in una stazione degli autobus di Barcellona, condendo il tutto con un sonoro e caratteristico Fuck off.
Pare che la roba, dopo due anni, sia ancora chiusa nel locker, e che questa sia diventata la storia divertente della stazione, che impiegati e addetti vari si raccontano e tramandano.
Torniamo a Venezia e alla nostra missione. Cena d'ordinanza alla mitica Osteria Kalia da Tony, poi via a spritz e birre, tra Irish Pub, il mitico Aldo, il Bacaro Jazz e una festa/rave techno in Zona Bandita, dove siamo finiti in chiusura serata. Biggley ritrova una vecchia fiamma, Mary l'americana, e alla festa è subito evidente che sono molto contenti di rivedersi. Faccio l'amico vero e lo lascio andare; sto a chiacchierare con Beppe fino alle 5, poi io prendo il mio treno per Verona e lui il suo autobus per Spinea.
Biggley riemerge domenica sera ore 20:00: "Oh, scusa, verso le 15 mi ero buttato per un pisolino...".
In tutto questo, la cazzo di caldaia si è bloccata e non ho l'acqua calda in casa (grazie Michela per il "prestito" della doccia), ho di nuovo il sonno sballato e domani inizia un'altra settimana di merda di super stress lavorativo.

Non riesco a dormire...
Forse mi bevo un Lucano, che non si sa mai.